Chi sono

Principalmente poeta, ma artista, intellettuale completo e uomo dai mille interessi. In particolare scrittore, aforista, filosofo, sessuologo, politologo, sociologo, revisionista, controrevisionista, controintuitivo, musicista, giornalista anche sportivo, esperto di televisione, cinema, radio, fumetti, gossip, sondaggista, annunciatore e ideatore di segnali orari, sondaggista, agente segreto (beh...quasi segreto), esploratore, imprenditore, leader politico.

Nonostante la veneranda età (per la precisione 2112 anni starnazzoniani), ho ancora voglia di confrontarmi con le nuove tecnologie e con i giovani assetati di cultura e desiderosi di affidarsi ad un mentore molto affettuoso di cui però non farete parola con adulti e autorità. Per questo ho aperto un blog. Vi aspetto numerosi. E omertosi.

Commenti alle opere:
Delfratellastro Di Martufello

E che cazzo, solo i poeti stramorti possono averceli?

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IN ARIA... & kiocciola

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Cazzabubbole
Saggezza scorrevole
Meglio un uovo oggi che lo stesso uovo fra un anno









Meglio tardi che far cilecca









Meglio soli che accompagnati da Mal









Mogli e tassi dei Paesi Bassi









Molto fumo e pochi filtrini









Morto un papa non si parla d’altro









Non è tutto oro il placcato oro









Non si può avere la botte piena se non la riempi









Non pensare nemmeno il capriolo se non l’hai messo in cella d’isolamento









Nessuna nuova, hai proprio delle camicie di merda









Non c’è peggior sordo dell’ultimo classificato al campionato mondiale dei sordi









Non c’è rosa senza rosso e bianco









Non destare il can che sogna Poochie









Non tutto il Mali vien per nuocere a Calderoli









Occhio non vede cuore che infarta









O magni quella minestra o quello stufato di ginestra









Ogni bel gioco dura poco se togli la pubblicità









Paese che vai, torna presto









Quando il gatto non c’è mangio il suo Friskies









Ride ben chi non sputa









Roma non è stata fatta in un giorno. Già allora c’erano scioperi









Rosso di sera hai bevuto Barbera, rosso di mattina, hai sognato una velina









Rubano, governo piovoso









Scherza coi fanti ma lascia stare gli ele









Se non è zuppa non cambiarle il pannolone









Tale padre, Tale jr. il figlio









Tra i due litiganti Santi Licheri gode









Tra moglie e marito non mettere (mai più) Columbro









Tutte le strade portano a puttane









Tanto va l’ermellino al pasticcio di calamari che ci lascia il tendine rotuleo









Tra il raccapezzarsi e il barcamenarsi c’è di mezzo un quarto di litro di muco









Una ciliegia tira l’altra : palo









Una mano lava l’altra e entrambe fanno la manicure









A caval Donato non chiedere il cognome









A mali estremi bestemmie estreme









Ad ognuno la sua prostatite









Batti il ferro se non esce vapore









Chi ha avuto ha avuto, chi ha abortito ha abortito









Chi non semina non ha un orto









Chi rompe e c’è che chi paga per leggerlo









Chi s’assomiglia si piglia uno spavento









Chi è causa del suo mal è fesso









Chi fa da sè vorrebbe farlo in tre









Chi ha Tempo si soffi il naso









Chi non beve in compagnia o è un ladro o ha l’ulcera









Chi più ne ha si spogli









Chi sa fa, chi la da regna









Chi troppo vuole stringe subito









Chi semina vento raccoglie tornadi









Can che abbaia non piglia pesci









Chi non muore dovrebbe









Cielo a pecorelle, pioggia a palline









De gustibus non est tram cum assaggius gratis









Errare è umano, ma molto fastidioso se hai l’erre moscia









Gallina che canta fa il varietà









Il diavolo non è così brutto come appare a Porta a Porta









Il lupo perde il pelo ma non il vizio di mettersi il gel









La miglior difesa è quella a zona (con libero staccato)









Il mattino ha l’oro in bocca, mia moglie un cane morto









Il mondo è fatto a scale, alla faccia tua Colombo









Le bugie guidano Fiat









Le disgrazie non dovrebbero mai farsi vedere al sole









L’occasione fa la donna scialacquar









L’occhio del padrone ingrassa il cavallo (by Polifemo)









L’ospite è come il pesce: muore se lo lessi
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lunedì, 10 dicembre 2007
LA DANZA DELL’AUTODIFESA (Manicettobodinaclubrain)

Sdreuuuu

Paraporopè-parà-porò-pirì
Vutamosacodè-cacà-popò-pipì
Fantasaramacà-sasà-comò-mimì

Tu-tu-tu-tu-tu     gnik-gnak
Snoktp grik
Umakatatam-qualutepum-fulb
Clonfrensteraghe-movocataf-promp
Voipijatesol-lavulvagym-si
Onionanivi
Straccagoron par
Brezzafraggiavo-qualemeho-humpf
Aucantolobò-miratomi-gliau
Hardumeview

PLACATAPA'-MARIO PLACANICA-PLACATAPA'

Budutumpumpurutuntintianu-staracasbumpumpus
Metacolamovomitichiaga-manzolodombal
Gitaserzapetacemejava-sologerò-urtixilò-schrikemto
Mallosvellacuomarliatocrema-druistriclimbiocagiatur
Olamaiocincingatoriga-pleradismique
Ghiotafidancamonisalukè-tricevcomazentual
manicettobodinaclubrain!





COMMENTO

Per tentare di spiegare il significato dell'opera è necessario fare un balzo indietro di qualche anno.
Nella tarda primavera del 1976 Starnazzone rinunciò alla sua classica full-immersion nel Roland Garros (importante torneo tennistico sulla terra battuta - pezzenti che non siete altro) e decise di partire all’avventura. Dal 1961, nelle due settimane di torneo, era solito tagliare ogni rapporto con l'esterno e dedicarsi anima e corpo al tennis e al tifo per gli atleti italiani. Quell’anno invece desistette poiché stufo che la coppa finisse sempre in mano straniera. Così, dicevamo, si recò nell' Africa più remota e oscura e precisamente in Angola, dove si integrò nella tribù degli Umakatatam. L'esperienza lo travolse e ne cambio la vita per sempre; si sentiva libero, a contatto con la natura incontaminata, intesa anche come natura dell'uomo, la sua e degli altri. Si chiedeva come potesse amare quel mondo corrotto in cui era sempre vissuto, come potesse soffrire per quello stupido tennis! Era divenuto un membro della tribù a tutti gli effetti: aveva acquisito perfettamente lingua, usi e costumi e spirito combattivo, necessario per tener testa ai nemici che da anni cercavano di usurparne il territorio. Ed ecco che giungiamo all'opera. E' un rituale che Starnazzone ha composto nella lingua degli Umakatatam. Recitata ed abbinata ad un ballo caratteristico, invocava il favore degli dei e incitava la tribù in vista dell'imminente battaglia. E' proposta nel blog sia perchè il poeta può fare il cazzo che vuole, sia perchè ha un'innegabile valenza artistica così com'è e nonostante non sia stato possibile carpirne appieno il significato.
Sappiamo che Sdreeuuuu è un saluto solenne, che potremmo tradurre più o meno con "". I successivi tre versi, sono rivolti appunto alle forze ultraterrene, in particolare a 9 divinità: parà, porò, pirì, cacà, popò, pipì, sasà, comò e mimì. Il seguito del rituale dovrebbe rivolgersi direttamente alla tribù, e sostanzialmente in questo modo " Noi Umakatatam, pur nella nostra inferiorità, pur ritrovandoci nella scala evolutiva persino al di sotto dei parassiti del melograno, abbiamo diritto a possedere questa terra e all'autodifesa contro gli attacchi di quei bastardi! Quindi in alto le nostre cerbottane e i nostri cuori! La nostra danza li fermerà!" La traduzione è come detto giocoforza sommaria, poichè molti lemmi ed espressioni sono ancora indecifrabili, come ad esempio Mario Placanica.
Sappiamo anche che il rituale non sortì l'effetto sperato, tutt'altro. Quando Starnazzone lo propose loro per la prima volta, i trogloditi manifestarono un' inspiegabile rabbia e sete di sangue nei suoi confronti, nei confronti di chi poteva rivelarsi il loro salvatore. Che fu dunque costretto a darsela a gambe levate. Riuscì a tornare a casa in salvo per puro miracolo dopo mille peripezie e ancora non può dirsi completamente fuori pericolo. Infatti, mentre tornava alle sue vecchie abitudini e al suo adorato tennis senza lasciarlo più, gli Umakatatam non solo hanno continuato a dargli la caccia, ma nel farlo hanno stretto una curiosa alleanza con un'altra tribù, quella dei tennisti italiani, anch'essi furiosi con lui per motivi ignoti. Fa eccezione Adriano Panatta, che è alla ricerca di Starnazzone per chiedergli la mano. Poveruomo. Fortunatamente è sempre stato un maestro della dissimulazione. La sua figura è sempre stata avvolta in un aura di mistero. C'è persino chi dubita della sua reale esistenza, sospettando che non sia altro che un personaggio commerciale fittizio ideato dalla Vulvagym da sfruttare come cavallo di Troia subliminale per i suoi prodotti. Ridicolo. Ne riparleremo. Comunque tutti coloro i quali hanno sostenuto queste bislacche teorie sono stati condannati per diffamazione da giudici imparziali e mai trasferiti d'ufficio, dunque onesti.


Vulvagym: dal 1969 articoli erotici per il tuo piacere.  Da quest'anno in materiale atossico.

Scritto da: DelFratellastro alle ore 13:04 | link | commenti (14) | Categoria: sesso, esplorazioni, tennis, rituale, vulvagym

Commenti
#1    10 Dicembre 2007 - 19:12
 
Non ho letto in cima e nemmeno in fondo, perché attratto dalla data.
E da Panatta.
E dal fatto che proprio quell'anno ti sia perso il famoso torneo sulla terra battuta, seconda prova del grande slam, tempio mai violato dal fenomenale Mac né (per il momento) dall'altrettanto fenomenale Federer.
E mi é venuto in mente Bennato, a Kingston, l'8 di agosto, in fuga dalla voleé alta di rovescio con la schiena rivolta alla rete.

Peró domani leggo anche il post.
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#2    10 Dicembre 2007 - 19:15
 
Delfratellastro ma che cristo combini... è già la seconda volta che ti permetti di insultare il mio pubblico. Ora comprendo che la danza possa averti suggestionato ma se ti becco ancora una volta fuori dai ranghi ti mando in pasto agli Umakatatam. O magari a Panatta. Quello è più vorace di un buco nero! Sono stato chiaro? Neanche i parassiti del melograno puoi permetterti di insultare!
E ora chiedi scusa ai lettori, idiota.
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#3    10 Dicembre 2007 - 19:21
 
Subito signore, certo signore. Mi sono lasciato prendere la mano, non ho attenuanti. Ma la prego, non mi dia in pasto a Panatta! Non accadrà più, lo giuro. Naturalmente chiedo umilmente perdono a lei e ai suoi devoti adepti. E giusto per andare sul sicuro, anche agli Umakatatam e ai parassiti del melograno.
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#4    10 Dicembre 2007 - 21:43
 
Ciove Ciove
e galline fan le ove

Questo è uno spaventoso urlo di guerra urlato dai bambini Genuensi. Viene usato in caso di pioggia, spesso in sottofondo le madri imprecano perchè avevano appena steso i panni ad asciugare. Tradotto in italico corrente sarebbe "piove piove le galline fanno le uova". Apparentemente non ha senso. E infatti è così.

Ps:1976?ma ha un piede nella fossa

sdreeeeuuu a te,sacrifico anche un paio di vacche da latte a popò e pipì. Agli altri no,non contribuiscono alla mia relogare naturalità.
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#5    11 Dicembre 2007 - 11:31
 
Ora va meglio Delfratellastro. Ti scuso. Prendi pure un croccantino.

Pupillo! Cosa ti impedì la lettura dell'opera? Non farmi penare, mi raccomando.
Lieto di constatare come anche il tennis ci accomuni. Ehhh la terra battuta è sempre stata la bestia nera dei braccini fatati. Hai citato giustamente il caso di Mac e Federer ma non dimentichiamoci di campioni quali Ulirach, Suzuki, Becker (Benjamin, straordinario talento che pose fine alla carriera di Agassi), Pescosolido e Vassallo Arguello, tutti incapaci di vincere Parigi. Anche se nel caso di Vassallo Arguello sarei pronto a scommettere che prima o poi ce la farà. Sempre che si ritrovi Davydenko in finale.

Diletta! Beh suvvia, Genuensi, gallinacei, Umakatatam, parassiti del melograno... sono tutti della stessa pasta. All'uovo certo.

Ho inteso bene, mi da del decrepito? Vuol fare la fine di Delfratellastro?
Scherzo mia cara. Sdreuuu a lei al suo intestino crasso.
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#6    11 Dicembre 2007 - 12:38
 
Perdoni la domanda... ma c'è una cosa che mi ha lasciato perplesso... più delle altre. Dunque... il suo... esegeta sostiene di non essere in grado di decifrarne appieno il significato dell' "opera"... ma, mi scusi... non potrebbe rivelarcelo direttamente lei, considerando che... L'HA SCRITTA LEI?
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#7    11 Dicembre 2007 - 13:01
 
Ma mi scusi lei... si è forse mai visto un poeta che spiega filo e per segno il significato della sua arte? Non mi pare! E ancora... non mi risulta che il De Sanctis abbia chiesto lumi al sommo Dante (che tra l'altro io ho sempre adorato checchè ne dicano) per interpretare la Divina Commedia! Dunque che Delfratellastro si arrangi. Se non è soddisfatto del commento, se la prenda con lui.

A. S.
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#8    12 Dicembre 2007 - 11:35
 
questa è criptica o anche cripta
ma anche solo trippa
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente JohnDoe467

#9    12 Dicembre 2007 - 11:45
 
Non ricevevo un complimento simile dai tempi in cui Hemingway mi definì più tedioso de Il vecchio e il mare. Sono commosso!

Con immensa gratitudine, arrivederla

A. S.
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#10    13 Dicembre 2007 - 07:03
 
Trovate al fine due ore di mente sgombra da pensieri terreni, mi sono dedicato alla lettura dell'Opera Novissima che il Poeta ci propone (propina - pro Pina).
Essa (l'opera) costituisce una pietra miliare nello sviluppo del mio studio sul Maestro: di lá dalle informazioni di carattere meramente nozionistico - che pure ci permettono di inquadrarlo in un ben determinato periodo storico e in un' altrettanto precisa collocazione geografica in due momenti contigui della sua gioventú - il poema rivela caratteristiche psico-comporamentali preziosissime.
Riusciamo a ricorstruire (con l'aggiunta di una r nella ricostruzione) lo sviluppo del suo talento da novello Pico della Mirandola incrociato con Leonardo da Vinci, condito con uno spruzzo di Tarantino, un pizzico di Foggiano, una lacrima di Pietrangeli (Nicola o Paolo, a scelta) e un tocco di palla.
L'esperienza nell'ex colonia lusitana deve averlo profondamente segnato, tanto che - a distanza di oltre mezza dozzina di lustri - ancora la richiama nei suoi versi.

Nota.
D'orgoglio.
Credo anch'io che per Vassallo Arguello non sia giunto ancora il momento di alzare le braccia a resa: il talento sopraffino e la tenacia che gli sono peculiari, potrebbero infine portarlo a trionfare nella capitale dal simbolo fallico che tanto affascina gli zotici di tutto il mondo che farebbero meglio a sognare di castel Saraceno, vera perla delle montagne a ridosso del Pollino.
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#11    13 Dicembre 2007 - 19:39
 
Con sommo gaudio lessi la fervente sua opinione (opinabile - o pina bile) e il di lei interesse riguardo il di mio beccograund. L'accostamento con il Pico l'è dunque da manuale delle mignotte ancora gagliarde, ma quello col Leonardo, stavolta fumetti e nella fattispecie i ningia non dovrebbero aver voce, rende me giocondo alquanto! E lo spruzzo del Tarantino mi pare condisca il tutto a puntino. Lo spruzzo in sè e per sè più che altro.

La ringrazio oltremodo ma son costretto ad un appunto. I versi furon composti proprio all'epoca della negra esperienza. Tuttavia non la biasimo. La colpa potrebbe risiedere nelle limitate capacità argomentative del Delfratellastro.

Infine, Vassallo Arguello a parte, se il mondo prosegue di questo passo gli zotici di Saraceno potranno sognare solo il grano.

... non mi biasimi per lo scialbo finale. Me lo suggerì Delfratellastro. Che ora le piglia.

A. S.
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#12    29 Gennaio 2008 - 20:32
 
MAESTRO Me misera infima tapina! Per un attimo ho come avuto l'impressione che cacà-popò-pipi fosser ben altro che -illustre maestro perdoni la mia cupidigia-alcune delle chiarissime divinità degli Umakatatam. Forse delfratellastro ha isbagliato ad accentare gli accenti...ma non vorrei mai minare la benevola e paziente fede che versate nei suoi confronti o' sommo Starnazzone. Io vedo qui, in questa sublime rimembranza, la malinconia e la gioia del Canto a Zante. Non solo, sento stille di grazia ineffabile e una passione da Orlando, furioso forse...se l vostre grazie mi passano una metafora, tale furia non è anche per il dolore e il distacco che soffriste dalla vostra adorata terra battuta? Non s'inquieti, sono le piccole illazioni di un moscerino da frutta della lettaratura contemporanea. Grazie per queste gocce di luce, maestro. Ne ho ancora sete. Voi m'illuminate
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#13    30 Gennaio 2008 - 13:21
 
Diletta Allison

non si scusi per carità. La coprofilia è il non plus ultra in ambito sessuale.
Ad ogni modo Delfratellastro non ha nulla a che vedere con l'opera, ma esclusivamente con il suo commento.

La illumino dice? Che dovrei dire io allora, le sue parole mi ustionano quasi. Non ho alcuna idea di cosa siano il Canto a Zante, Orlando o quant'altro (forse opere di poetucoli minori?), ma sono certo che sua intenzioni era quella di leccarmi il becco, cosa che apprezzo sempre. E non sia modesta, lei è quantomeno un gran bel pezzo di coleottero.
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#14    30 Gennaio 2008 - 18:17
 
^_^ oh eccelso ecclesiasta, mi fate diventar del colore delle rose! Vi confondo invero? eh vi confondo vi confondo?!? Vi fingete dimentico che A Zante (o Zacinto) è del Foscolo, mentre L'Orlando Incazzoso dell'Ariosto. Ma io lo so VOI LO FATE PER METTERE ALLA PROVA IL MIO INTERESSE LETTAERARIO. Baci meno casti. :*
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